Yoga: molto più di quello che pensi

Cosa stai davvero facendo quando pratichi yoga


di Michele Massimo Passaretti

La parola yoga è una di quelle che tutti usano e pochi ascoltano davvero.
La senti ovunque: palestre, social, pubblicità, corsi online.

E spesso viene ridotta a due estremi opposti.
Da una parte ginnastica dolce.
Dall’altra qualcosa di vago, quasi mistico.

La verità è che lo yoga non è né l’una né l’altra cosa.
O meglio: può includerle entrambe, ma non si esaurisce lì.

Lo yoga è un metodo pratico di presenza, nato per aiutare l’essere umano a smettere di vivere in
automatico.

Yoga non significa fare, significa unire


Se dovessimo tradurre la parola yoga in modo onesto, potremmo dire:
unione, integrazione, coerenza.


Unione tra:
– corpo
– respiro
– attenzione
– emozioni
– energia
Quando queste parti lavorano ognuna per conto proprio, la vita diventa faticosa.
Quando iniziano a collaborare, qualcosa si sistema.


Lo yoga nasce per questo.
Non per diventare più flessibili, ma per diventare più interi.

Il corpo non è un problema da correggere


Una delle grandi incomprensioni moderne è pensare che il corpo sia qualcosa da sistemare.
Nello yoga, il corpo è un alleato intelligente.


Ogni tensione racconta qualcosa.
Ogni rigidità ha una storia.
Ogni fatica è un messaggio.

La pratica non serve a zittire il corpo, ma a renderlo collaborativo.
Quando il corpo smette di opporsi, la mente respira meglio.
E quando la mente respira meglio, tutto diventa più semplice.

Il respiro è il ponte


Il respiro è la chiave più diretta che abbiamo.
È sempre con noi.
E cambia a seconda di come stiamo.


Nello yoga il respiro non è una regola rigida, ma uno strumento intelligente.

A volte si respira dal naso per calmare e stabilizzare.
A volte la bocca entra per rilasciare.
A volte il respiro è lento.
A volte è più dinamico.

Il punto non è respirare giusto.
Il punto è respirare in modo coerente con ciò che stai vivendo.


Quando il respiro diventa un alleato, anche l’energia cambia.

Energia: esperienza, non magia


La parola energia fa ancora discutere.
Eppure la usiamo tutti, ogni giorno.

“Non ho energia.”
“Oggi mi sento pieno di energia.”

Non stiamo parlando di teoria.
Stiamo parlando di stati interni reali.

Nello yoga, l’energia è ciò che emerge quando:
– il respiro scorre
– il corpo non spreca tensioni inutili
– l’attenzione è presente
– le emozioni non prendono il controllo

Non serve crederci.
Serve farne esperienza diretta.

Emozioni e sentimento: il cuore della pratica

Quando rallenti davvero, le emozioni emergono.
È normale.
Ed è sano.


Lo yoga non serve a eliminarle, ma a integrarle.

E qui entra una parola spesso dimenticata: sentimento.
Non nel senso drammatico, ma come qualità viva della presenza.

Come nella musica:
puoi suonare tutte le note giuste,
ma senza sentimento non arriva nulla.

Nello yoga è uguale.
Il sentimento è il segno che il gesto è abitato,
che il respiro è vivo,
che tu ci sei davvero.

Praticare da soli e praticare insieme


Praticare da soli è fondamentale.
Ti insegna ad ascoltarti senza filtri.
A riconoscere i tuoi ritmi.
A sentire cosa succede davvero dentro.

Praticare in gruppo è altrettanto importante.
Dal vivo o in una lezione online in diretta, si crea un campo condiviso.

Il respiro non è solo tuo.
L’energia si amplifica.

E accade una cosa preziosa:
non vieni solo per ricevere,
ma anche per dare presenza, attenzione ed energia.

Le due pratiche non si escludono.
Si completano.

Cosa facciamo in jamm well®


Nelle pratiche di jamm well®, e poi semplicemente jw,
lo yoga non è un’ideologia e non è una performance.

È un’esperienza concreta.

– ascoltiamo il corpo

– seguiamo il respiro
– rispettiamo l’energia
– accogliamo le emozioni
– coltiviamo il sentimento
– restiamo presenti

Perché lo yoga non serve a diventare qualcuno di diverso.
Serve a tornare a casa in se stessi.

Una cosa da portare con te


Lo yoga non ti chiede di credere.
Ti chiede di sentire.


E quando senti davvero,
non hai più bisogno di definizioni.


Hai esperienza.
E quella, finalmente, non mente.

© Michele Massimo Passaretti – jamm well®
Questo articolo è un contenuto originale.
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